Curiosity vola verso Marte

Sta volando verso Marte la Navicella Spaziale Curiosity che segna l'ennesima  missione verso il Pianeta Rosso. A bordo si trova un carico molto speciale: un chip che contiene il Codice di Volo e l’autoritratto di Leonardo.

‘’L’Italia partecipa a questa missione con la sua scienza rinascimentale e con un’opera che ha un grande valore simbolico’’, ha rilevato il presidente dell’Asi, Enrico Saggese.
Il Codice di Volo di Leonardo, diciotto pagine contenute in un microchip e realizzate in formato digitale ad alta definizione, è un testo simbolico, considerato il fondamento della storia del volo. Le immagini contenute nel chip che sta andando su Marte sono tratte da un quaderno del 1505, custodito nella Biblioteca Reale di Torino, e nel quale Leonardo ha disegnato e descritto non solo il volo degli uccelli, ma la sua Macchina volante. 
Curiosity, che è partito da Cape Canaveral, ha davanti compiti che i suoi predecessori, come il piccolo Pathfinder (1997) e i fratelli un po’ più cresciuti Spirit e Opportunity (2004), non potrebbero mai affrontare.
L’obiettivo è, comunque, sempre la ricerca delle tracce della possibile vita passata o presente. Finora Spirit, Opportunity e Phoenix al Polo Nord, hanno dimostrato che il Pianeta Rosso in epoche remote era un ambiente umido in cui scorreva l’acqua. E questo è il primo requisito perché la vita si accenda. Adesso si tenta di compiere un passo avanti provando, appunto, a scovare il carbonio, elemento essenziale della biologia. Il metano che lo contiene è stato avvistato con osservazioni da terra ma anche, e prima ancora e per la prima volta, con uno strumento della sonda Mars Express dell’ESA europea costruito dal fisico italiano Vittorio Formisano dell’INAF.

Dopo il lancio il viaggio durerà nove mesi arrivando su Marte il 6 agosto 2012.
Per sbarcare, però, essendo Curiosity troppo grande e pesante (una tonnellata) non poteva far ricorso al sistema degli airbag adottato in passato. Quindi al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa a Pasadena, dove è stato concepito, costruito e da dove sarà gestito, si sono dovuti inventare un altro metodo. Così hanno progettato lo “sky crane”, la gru del cielo. Quando arriverà dopo aver rallentato la corsa con un paracadute che poi abbandonerà, ad un’altezza di circa 20 metri quasi si fermerà nell’aria azionando una batteria di razzi e intanto il veicolo madre comincerà a far scendere Curiosity rilasciando tre cavi ai quali è collegato. Come una gru appunto. Nel momento in cui il rover robotizzato toccherà il suolo i cavi si staccheranno automaticamente e il veicolo madre volerà via candendo lontano.

Allora inizierà l’avventura ed è previsto che il robot resti in attività per almeno un anno marziano, cioè 687 giorni terrestri.

La cautela è d'obbligo: delle 18 spedizioni della Nasa dagli inizi degli anni Sessanta tre sono andate male. Peggio è andata ai russi: di 20 spedizioni tentate solo due sono in parte riuscite.

Speriamo...

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