I Gradi - Maresciallo

dal sito www. esercito.difesa.it

Mareciallo

Il termine è presente fin dal 1427 nella lingua e nei documenti italiani. Discende dal francese "Marechal", grado militare e dignitario dello Stato creato nel 1185 da Filippo Augusto di Francia, assegnato anche al responsabile delle scuderie reali.
Ottenuto dall'unione di due parole arabe e cioè "marah" e "skalk" che significano rispettivamente Cavallo e servo.
Servo del cavallo dunque, incarico ben importante ed umile insieme: il maniscalco, altra parola che lega bene con maresciallo, ha infatti la grande responsabilità della ferratura del cavallo di un signore o dei cavalli di uno squadrone.
Da qui la duplice valenza del termine Maresciallo come grado o qualifica di vertice della gerarchia oppure grado dei Sottufficiali della cavalleria "corrispondente al Sergente delle Armi a piedi".

Un "Maresciallo d'Italia" era inteso quindi come "Palafreniere del Re" oppure Scudiero delle fortune militari della Nazione e quindi massimo grado raggiungibile. Secondo soltanto al "Capitano Generale" grado che spettava al Re, in Italia resta in uso a fasi alterne fino alla fine della 2^ Guerra Mondiale.

Parimenti il Maresciallo entra nella categoria dei Sottufficiali o "Bassi Ufficiali" fin dall'ordinamento della cavalleria piemontese cinquecentesca di Emanuele Filiberto come "Marechal de Logis" poi tradotto in "Maresciallo d'Alloggio".
Sostituito da "Furiere", introdotto nell'Esercito piemontese dal francese "fourrier", addetto al foraggio ma anche "precursore", cioè colui che giungendo per primo in un luogo organizza la sistemazione logistica cioè di alloggio per il reparto.
La categoria dei Marescialli come Sottufficiali rientra nell'Esercito italiano nel 1903 sostituendo i "Furieri" e ordinandosi in tre livelli di Compagnia di Battaglione e di Reggimento equivalenti a Maresciallo Ordinario, Maresciallo Capo e Maresciallo Maggiore con spiccato orientamento logistico-amministrativo.
Il grado successivamente rimaneggiato e ridenominato si stabilizza comunque al di sopra dei "sergenti".
La categoria otterrà nel 1916 un grado nuovo, ed unico nel suo genere, l'"Aiutante di Battaglia".

Sganciato dalla progressione d'anzianità, si accedeva al nuovo grado per meriti acquisiti in combattimento, indipendentemente dal grado di provenienza. La necessità di tale "invenzione" stava nella necessità di colmare i paurosi vuoti apertisi nelle fila degli Ufficiali Subalterni dopo i primi mesi di guerra di trincea, ed immettere rapidamente nuovi comandanti di plotone con esperienza di combattimento.

La sequenza dei tre gradi del Maresciallo resterà invariata fino agli anni settanta quando verrà istituita la qualifica del Maresciallo Maggiore "Aiutante" che nel 1995 diverrà il nuovo grado vertice della categoria.

Con le riforme più recenti, dovute alla riforma in chiave professionale dello strumento, a seguito della suddivisione dei Sottufficiali in più ruoli, quello dei Marescialli si riordina i suoi quattro gradi in Maresciallo, Maresciallo Ordinario, Maresciallo Capo e Aiutante.
Nel 2001 un nuovo provvedimento ha trasformato l'Aiutante in 1° Maresciallo ed ha creato la qualifica del 1° Maresciallo Luogotenente.

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